La recensione del film Guglielmo Tell a cura di Claudio Montatori. Le fonti storiche sono scarse, forse Guglielmo Tell non è mai esistito ed è soltanto una figura mitica, la cui leggenda si forma a partire dal quattordicesimo secolo quando la Svizzera era soggiogata dagli Asburgo e governata per loro conto da governatori o balivi. Stando alla leggenda il balivo Hermann Gessler, un vero e proprio tiranno,
nel 1307 fece mettere in cima a un palo il suo cappello piumato, al centro della piazza del paese di Altdorf, chiunque passasse lì vicino avrebbe dovuto inchinarsi per dichiarare la propria sottomissione al balivo stesso e ai re asburgici che lui rappresentava.
Guglielmo Tell si rifiutò di farlo e per questo fu costretto a scegliere tra la condanna a morte sua e di suo figlio e dare prova della sua abilità di balestriere, per cui è famoso nel paese, trapassando con la freccia una mela posta sulla testa di suo figlio a cento metri di distanza. La scelta è dunque obbligata e l’eroe svizzero compirà il gesto che lo ha reso famoso. Si salva, e salva suo figlio. Ma il balivo si accorge che sotto la giubba Guglielmo Tell nascondeva un altro dardo destinato, confessa, al balivo stesso, nel caso avesse sbagliato la mira e avesse ucciso suo figlio. Questa confessione lo condannò al carcere, ma mentre viene trasferito riesce a scappare e si pone alla testa di una rivolta che libererà la Svizzera.
Che sia storia o leggenda la vicenda di Guglielmo Tell entra a far parte della cultura europea e fa di lui un celebratissimo eroe. Più volte portato sugli schermi nel corso del ‘900, celebrato da Gioachino Rossini nella sua celebre opera lirica, “Guglielmo Tell” appunto, ispirata all’omonimo dramma di Friedrich Shiller. Perfino in una celebre canzone anarchica, “Addio Lugano Bella”, Gulielmo Tell è ricordato come eroe della lotta per la libertà.
Ora il regista britannico Nick Hamm sempre ispirandosi al dramma di Shiller, porta sugli schermi il suo “Guglielmo Tell” (interpretato da Claes Bang) che sebbene non riesca a dare originalità a una vicenda così conosciuta, ha il pregio di rimarcare il valore morale di una lotta contro ogni oppressione, oggi che la voglia di limitare le libertà, individuali e collettive, torna a fare capolino nei desiderata di alcuni (troppi) potenti. Una certa cura nelle ambientazioni storiche e nelle scene di battaglia oltre che uno sguardo ammirato sui paesaggi mozzafiato delle montagne elvetiche fanno scorrere veloci le oltre due ore di proiezione. (La recensione del film Guglielmo Tell è a cura di Claudio Montatori)

LA SCHEDA DEL FILM GUGLIELMO TELL (t.o. William Tell)
Regista: Nick Hamm – Cast: Claes Bang, Connor Swindells, Golshifteh Farahani, Jonathan Pryce, Ben Kingsley, Jonah Hauer-King, Emily Beecham, Rafe Spall, Ellie Bamber, Amer Chadha-Patel, Sam Keeley, Solly McLeod, Paul Bullion – Genere: Azione, Storico – Anno: 2025 – Paese: Gran Bretagna, Svizzera, Italia – Sceneggiatura: Nick Hamm – Fotografia: Jamie Ramsay – Durata: 2 h 12 min – Distribuzione: Eagle Pictures – Data di uscita: 3 Apile 2025 – Il sito ufficiale del film Guglielmo Tell di Nick Hamm
Trama: Guglielmo Tell, il film diretto da Nick Hamm, si svolge nel tumultuoso XIV secolo, durante un periodo turbolento in cui le nazioni europee si contendono il dominio all’interno del Sacro Romano Impero. La pacifica Svizzera è soffocata dal giogo del potente Impero austriaco. Guglielmo Tell (Claes Bang), un abile cacciatore segnato dalle atrocità delle Crociate, ha giurato di non imbracciare mai più un’arma…
GUARDA IL TRAILER UFFICIALE DI GUGLIELMO TELL:
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